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Carlo Pezzato

Presidente Associazione Cacciatori Trentini

 

Dal punto di vista scientifico/ naturalistico, quale voto assegnerebbe al progetto Orso in Trentino ? Perchè?

BUONO

Il progetto è stato portato avanti con ottima organizzazione, tuttavia forse potremmo parlare di un peccato originale: l’avere sottovalutato la possibilità che si potessero col tempo generare sempre più episodi di incontro uomo-orso. Quando è accaduto, sopratutto con gli episodi più recenti e cruenti, è sembrato quasi si venisse colti di sorpresa, impreparati, ma la letteratura e precedenti esperienze simili avrebbero potuto già in origine far emergere questi potenziali pericoli derivanti dall’incremento della popolazione degli orsi (e quindi dal successo del progetto).

Dal punto di vista dell'impatto socio-economico / immagine del territorio, quale voto assegnerebbe al progetto Orso in Trentino ? Perchè?

DISCRETO

Vedo bene le aree riservate e protette come qualla di Spormaggiore come punti di richiamo e formazione. La presenza dell’orso è sicuramente un indice di qualità dell’ambiente naturale trentino. Facile è per i turisti, che si fermano una due settimane sul nostro territorio, essere attratti dall’orso (o anche dall’idea della sua presenza), ma la cosa cambia per chi vive sul territorio.

Numerosi sono gli esempi in cui la popolazione locale ha dovuto cambiare comportamenti o tradizioni che si ripetevano da decenni nei nostri boschi e sopportare qualche disagio. Ma è da evidenziare come, anche sul tema orso, i trentini (e con essi ovviamente i cacciatori) abbiano dimostrato di seguire le regole, di conformasi alla normativa, senza cercare scorciatoie o soluzioni personali.

Per cacciatori e guardia caccia l’orso ha un valore ed interesse che va ben oltre l’aspetto venatorio ed entrambi sono orgogliosi di contribuire, in un certo senso, con le loro costanti segnalazioni alla stessa gestione del progetto. Siamo “figli” della cultura venatoria europea, per la quale è di fondamentale importanza il ruolo di sentinella, il punto di vista unico che possiamo offrire in quanto generalmente ci si muove al di fuori dei percorsi / sentieri più frequentati, al fine di permettere una costante analisi della situazione o effettuare censimenti o simulazioni delle dinamiche di popolamento, ecc. di tutte le creature che contribuiscono alla nostra biodiversità.

A suo avviso quali sono le principali criticità e/o i punti di forza dell'attuale contesto/rapporto uomo - orso in Trentino?

Oltre all’orso, dovremo affrontare a breve nuovi tipi di incontri con grandi carnivori come il lupo o la lince o altri animali potenzialmente pericolosi come il cinghiale.

Molti sono i segnali sul territorio o i comportamenti degli uomini (come ad esempio la crescente presenza di solo bestiame asciutto negli alpeggi, lasciato per giorni incustodito in libertà, creando un ambiente favorevole ai grandi carnivori) che contribuiscono allo sviluppo anche sul nostro territorio di nuove specie potenzialmente critiche.

La vera arma per “combatterle” sarà sempre più la formazione e la conoscenza. I cacciatori stanno già facendo molto in questo senso e possiamo affermare che oggi sono molto più preparati dal punto naturalistico che qualche anno fa.

Quali i possibili sviluppi?

Per dirlo con uno slogan, penso nel prossimo futuro dovremmo sterilizzare alcuni orsi. Penso infatti che la priorità sarà contenere la popolazione sui numeri (già critici) di oggi, e per evitare che cresca ulteriormente la densità di orsi sul territorio, l’individuazione con metodo scientifico/condiviso di uno o più capi da sterilizzare potrebbe essere efficace. Ciò rappresenterebbe anche un segno tangibile di attenzione dell’Amministrazione pubblica verso i cittadini spaventati, senza dover stravolgere il complesso impianto legislativo che fa dell’orso un animale super-protetto.